Baciami una volta ancora
per il tempo che basta
perché l’anima s’infiammi
per un attimo ancora.
(di Igor Comunale)
Baciami una volta ancora
per il tempo che basta
perché l’anima s’infiammi
per un attimo ancora.
(di Igor Comunale)
Il passato è un fardello
che ci tiene ancorati in
un mesto porto sicuro.
La memoria è il luogo
in cui troviamo rifugio
dai mari tempestosi
che attendono silenti.
I ricordi ci trattengono
e, seppur tanto dolorosi,
sono il santuario diletto
delle anime dilaniate.
Eppure il presente è il
fondamento del futuro,
ma esso ci sfugge mentre
invano afferriamo il fumo
di emozioni sbiadite.
Così forte la tentazione di vivere nei ricordi.
Così forte il desiderio di quel ‘se’ maledetto.
Ma nasce nel profondo il desiderio di salpare ancora.
E quel mare aperto ci aspetta, eternamente paziente…
(di Igor Comunale)
Era come il vento improvviso
che ti scompiglia i capelli…
Melodia della mente,
sinfonia di corpi.
Luce nei suoi occhi mentre
soavi scivolavano le note.
Il sorriso che scaldava
l’anima mia affamata.
La notte era il nostro rifugio,
infiammata di passione.
E le ore scorrevano nel tempo,
senza tempo…
(di Igor Comunale)
Ti ho sognata
questa notte,
vestita solo di
bianco invocavi
il mio nome.
La tua voce era
dolce, triste,
lontana…
Mi sono svegliato
nel buio di quella
stanza, solo, e ho
pianto.
(di Igor Comunale)
Vita incisa sulla pelle
di occhi senza anima di
passione che incendia
gli oscuri lombi.
Scriverò profondo dove
luce non giunge, più
a fondo della pelle,
più a fondo della carne.
Osa tutto ciò che aneli
perché cuor mortale
non può sopravvivere
l’intenso ardore celato.
(di Igor Comunale)
Camminando per le
vie deserte di una
città indifferente
domandai alla Notte
Amerai?
Amerai come il Poeta ama la Luna?
Amerai come il Cielo ama le Stelle?
Amerai come il Mare ama il Sole?
Amerai come il Vento ama il Monte?
Riuscirai a toccare il nucleo
incandescente dell’essenza
divina che accende quegli
occhi scuri di mistero?
Sarai dio tra gli uomini o
mero mortale indegno?
Sarai capace di amare
un’anima splendente?
Sarai tu mortale degno del
Sacro Fuoco di un cuore fiero?
Amerai?
(di Igor Comunale)
Il suo nome non conosco.
Desiderio, frutto proibito,
bestemmia per i deboli,
nutrimento dei forti.
Le anime piccole sempre
invidiano la scintilla divina
che non possono raggiungere,
comprendere, bramare.
Ci chiameranno stupidi,
sognatori e immaturi,
odiando ciò che non
possono immaginare.
Ma la nostra fiamma è
potente come il fuoco
di una stella che brucia
nei gelidi spazi siderali.
Una Grande Anima non
può essere abbattuta,
perché si sostiene del
disprezzo che subisce.
Nobiltà d’animo che non
può essere compresa,
misurata, contenuta.
Sublime informe potenza.
Nello spazio dove uniamo
mente, corpo e volontà
non conosciamo altra
Morale se non la nostra.
Se il mondo è un buco nero
noi siamo pura Creazione
nella fusione di intelletto,
estensione e bramosia.
Crogiolo di fiamme, gelo e
passione, ci rincorriamo
nel folle labirinto che altri
chiamano Realtà.
(di Igor Comunale)

Non ha nome il sentimento
che infiamma l’anima mia.
Non è Desiderio, che brucia
intenso per spegnersi al
raggiungimento del possesso.
Non è Passione, che fa perdere
il controllo e trascina in
balia l’animo senza resistenza.
Non è Amore, discontinuo errare
senza costanza e illusione
di possedere l’altro da sé.
È fuoco, lapilli e lava,
Volontà di appartenere e
appartenersi, di fondersi
corpo, mente e anima
fino a perdere il senso
del confine dell’identità.
È una notte senza stelle
dove orientarsi è impossibile,
assenza del tutto, sopra a
tutto, sublime distacco dal
mondo vile di cui siamo
prigionieri da tutta la vita.
Il mio sentimento è libertà
per me e per te soltanto.
È la fiamma che arde e
ci consumerà nell’estasi
di un’unione promessa.
(di Igor Comunale)

Diego Fernandez – Pet
Nei tuoi grandi occhi colmi di stupore e meraviglia
io sprofondo, mi perdo nel tuo sguardo che vede
in me la fonte di ogni conoscenza e cerca assetato.
L’amore più immenso lo provo per te, mia anima
frammento incandescente distaccatosi dalle stelle,
nel tuo spirito lucente che divora affamato.
Tu sei me e io sono te, per sempre.
(di Igor Comunale)
E c’era ma
gia nel suo sguardo
che vagliava le prospettive
cercando ciò che non poteva
esser visto con occhi comuni.
E vi era forza nel suo sguardo
adamantino e indistruttibile
eppur così fragile come cristalli
di ghiaccio di rara bellezza.
Eppur tutto ciò si perdeva nella
sola meraviglia della sua esistenza.
(di Igor Comunale)