Un Luogo Stregato

Sarebbe il sogno più strano
aprire la porta e trovarti qui
non il fantasma dei miei ricordi
ma la tua viva vibrante forma.

È un luogo stregato quello dove
ogni angolo non fa che parlare
di te e delle tue movenze.

Sapere che sono miraggi è la più
triste realtà che riesco a concepire
poiché di tutte le canzoni la sola
che vorrei sentire è la tua.

(di Igor Comunale)

Che Cosa Resta

Che cosa resta
se non il ricordo
di un profilo stagliato
contro il paesaggio
che scorre?

Che cosa se non
labbra premute
in un tramonto
infuocato?

Mani che si cercano
mentre il giorno e
la notte corrono
veloci intorno.

Promesse sussurrate
e poi dimenticate,
sospiri anelati e
pensieri intorbiditi.

Che cosa rimane
se non l’orrore celato
della paura di vivere?

Siamo foglie in un fiume
portate dalla corrente,
a volte vicine, altre mai
così lontane.

Il ricordo sbiadisce
tra le pagine di libri
dedicati al sogno
di fuggire al terrore.

(di Igor Comunale)

Sensibilità

La sensibilità.
Un problema che sento in comune con tante persone conosciute sui social e nel mondo reale.
È una cosa difficile da mantenere in questo mondo: ci insegnano sin da piccoli che tutto è ‘divora o sarai divorato’ e, sebbene siamo consci del fatto che il mondo sia così, pensiamo sempre ‘ci sarà qualcuno come me là fuori’.
Il problema è che si troverà sempre qualcuno pronto a fingersi tale per avvicinarsi a noi, ma che spesso in realtà vuole solo ottenere qualcosa da noi.
Il problema è che, se sei fatto in questo modo, non puoi semplicemente decidere di non essere più sensibile e empatico.
Sei così e basta.
Questo ci rende apparentemente preda di coloro che sono senza scrupoli e che non hanno la nostra stessa personalità.
Sebbene sia uno stato che conduce nella vita a sperimentare speso profonda tristezza, io non penso che ciò ci renda ‘sbagliati’.
Probabilmente ci rende più umani.
Non mi è mai piaciuto pormi nel ruolo della vittima.
Sono fatto come sono fatto.
Profonda gioia e profonda disperazione: io sono in grado di provarle entrambe.
Non è facile sentire così intensamente tutto, ma è anche bello quando i sentimenti che provi sono positivi.
Solo che, a differenza di altri, e in modo schopenhaueriano, così si avverte molto di più la vita come pendolo tra dolore e noia.
Sono domande esistenziali senza risposta, non so spiegarvi come sono come voi non sapete spiegarmi come siete.
È quantomeno confortante sapere che non si è soli e che altre persone vivono e sentono esattamente come te.
Amici che ‘siete fatti così’, non siete soli, ci sono pure io.

R.A. Salvatore – The Ghost King (Il Re degli Spettri)

RECENSIONE NO SPOILER

Terzo e ultimo libro della trilogia Transizioni: in un certo senso ci troviamo davanti a un libro piuttosto slegato dai due precedenti.
La trama comincia qualche anno dopo gli eventi narrati in The Pirate’s King e la vicenda non è incentrata solo sulle imprese di Drizzt.
In questo romanzo ritroviamo personaggi celebri della saga di Salvatore: il chierico Cadderly e la sua famiglia, Jarlaxle, Bruenor e altre vecchie conoscenze.
Questa volta ho letto il libro in lingua originale e devo ammettere che è proprio ben scritto. Persino i combattimenti sono meno confusionari rispetto alle traduzioni italiane.
Un libro divorato in due giorni di lettura, una vera e propria sorpresa vista la qualità un po’ inferiore dei romanzi precedenti.
La storia è avvincente e ricca di colpi di scena, le storie dei diversi personaggi si mescolano con grande maestria a creare un intreccio molto appassionante.
Anche il cattivo di turno risulta molto ben costruito e sorprendente, con grandi riferimenti al passato della saga dagli albori a oggi.
Non ci troviamo davanti a un capolavoro, ma sicuramente è un bellissimo libro fantasy, davvero emozionante persino in alcuni frangenti.
Salvatore qui dimostra di essere capace di regalare sorprese e emozioni quando vuole, sfoderando uno stile maturo e molto convincente.
Difficile la lettura se non si conosce abbastanza bene l’intera saga di Drizzt e Cleric’s Quintet, ma se siete appassionati questo libro vi lascerà col fiato sospeso!
Non lo consiglierei ai neofiti per via dei numerosi riferimenti agli altri romanzi, ma sicuramente è un’opera di qualità.

Voto: 8/10

R.A. Salvatore – Il Re dei Pirati

RECENSIONE NO SPOILER

Il secondo libro della trilogia Transizioni prende le mosse qualche tempo dopo il finale de Il Re degli Orchi.
Evidenzio sempre le stesse difficoltà notate in precedenza nelle descrizioni dei combattimenti, soprattutto quando è coinvolto Drizzt, ancora da stabilire se dovuti o meno alla traduzione.
La trama questa volta è soprattutto focalizzata sulle vicende del Capitano Deudermont. Drizzt e Regis compaiono spesso ma il loro ruolo è un po’ più marginale.
Ho apprezzato che Salvatore abbia dato un po’ più di spazio a Regis in questo libro, la cui presenza nel primo era abbastanza di contorno, con un approfondimento maggiore di questo halfling ormai di una certa età.
Deudermont è stato ripreso con un nuovo livello di profondità ed è molto carina la dinamica tra il Capitano e il Mago di Bordo Robillard, con la loro contrapposizione tra idealismo e cinismo.
La storia non è improntata a vette di originalità a livello di temi trattati, anche se trovo apprezzabile il tentativo di sviluppare un intrigo politico con dei personaggi nuovi e anche abbastanza interessanti.
La vicenda a tratti è un po’ prevedibile nei suoi sviluppi, ma la lettura rimane piacevole e scorrevole.
Personalmente mi è piacuto un po’ meno del primo volume, anche se ho apprezzato il ritorno di alcuni personaggi ricorrenti della saga.
Nel complesso un libro piacevole, ma sicuramente non epocale, che si lascia leggere e regala un paio di emozioni.

Voto: 6,5/10

R.A. Salvatore – Il Re degli Orchi

RECENSIONE NO SPOILER

Dopo molto tempo, mi sono riavvicinato alla saga fantasy più celebre ambientata nei Forgotten Realms.
La lettura del libro è piuttosto scorrevole, anche se si evidenzia la consueta problematica di tutti i libri di Salvatore: spesso le scene di combattimento non sono semplici da visualizzare. Ho sempre letto questi libri in italiano e non so di preciso se dipenda dalla traduzione o dallo stile dell’autore.
I libri successivi a questa trilogia intendo leggerli in lingua originale e saprò dire meglio.
La storia è piuttosto interessante, non tanto per le vicende in sé, ma per l’evidente tentativo di Salvatore di andare oltre la tipica letteratura fantasy di ‘eroi che fanno cose’. Si tenta con un certo discreto successo di concentrarsi su tematiche anche molto adulte, che ai tempi della Trilogia delle Terre Perdute erano soltanto abbozzate o addirittura evitate.
Lo sviluppo psicologico di alcuni personaggi classici della saga è interessante. Non manca di introspezione e di svolte consequenziali a quanto avvenuto negli episodi precedenti.
Non giungiamo a chissà quali vette di profondità e riflessione, ma per una letteratura sostanzialmente di intrattenimento non penso nemmeno che siano pensieri banali.
Questo primo libro della trilogia Transizioni è stato per me una piacevolissima lettura. La trama non contiene nessun incredibile colpo di scena a mio parere, ma è comunque abbastanza ben costruita.
Questo libro non si pone certo come chissà quale vetta della letteratura fantasy, ma è una bella lettura con non pochi tentativi di andare oltre e approfondire alcuni temi interesanti.
Non si parla di una originalità di trama molto elevata, ma come lettura di intrattenimento lo consiglio soprattutto se si è seguito il resto della saga. Sicuramente non un libro da cui partire se siete profani delle avventure di Drizzt e compagni.

Voto: 7,5/10

La Marcia del Folle

Provi anche tu
Ciò che io sento
Quando ti vedo
E il respiro si gela
Al pensiero di noi
Uniti dal fato?

Ma le foglie caduche
Mal sopportano
L’autunno dell’anima
E cadono meste
Prostrate all’inverno.

E la mia strada è segnata
Nell’accogliente solitudine
Che avvolge i miei passi
Mentre il tempo crudele
Disgrega ogni cosa.

Nessuno perdona gli Amanti
E il Folle continua la sua marcia sul baratro.

(di Igor Comunale)

Acciaio Temprato

Ho visitato abissi
profondi nei pozzi
cerulei che mostri
al freddo mondo.

Il corpo non mostra che
una minuscola frazione
della sofferenza celata
agli occhi dell’uomo
laddove luce non giunge.

Ma dove più grande si trova
il dolore si scorge il desiderio
ardente di rivalsa e il coraggio
di chi non intende suggellare
alcun armistizio con la vita.

Sento questo quando vedo
quegli occhi splendenti e
percepisco questo e molto
altro in quella voce che, quasi
incrinata, mai si spezza.

Se l’acciaio temperato di cui
si compone l’anima potesse
avere un nome,
sarebbe il tuo.

(di Igor Comunale)