R.A. Salvatore – The Ghost King (Il Re degli Spettri)

RECENSIONE NO SPOILER

Terzo e ultimo libro della trilogia Transizioni: in un certo senso ci troviamo davanti a un libro piuttosto slegato dai due precedenti.
La trama comincia qualche anno dopo gli eventi narrati in The Pirate’s King e la vicenda non è incentrata solo sulle imprese di Drizzt.
In questo romanzo ritroviamo personaggi celebri della saga di Salvatore: il chierico Cadderly e la sua famiglia, Jarlaxle, Bruenor e altre vecchie conoscenze.
Questa volta ho letto il libro in lingua originale e devo ammettere che è proprio ben scritto. Persino i combattimenti sono meno confusionari rispetto alle traduzioni italiane.
Un libro divorato in due giorni di lettura, una vera e propria sorpresa vista la qualità un po’ inferiore dei romanzi precedenti.
La storia è avvincente e ricca di colpi di scena, le storie dei diversi personaggi si mescolano con grande maestria a creare un intreccio molto appassionante.
Anche il cattivo di turno risulta molto ben costruito e sorprendente, con grandi riferimenti al passato della saga dagli albori a oggi.
Non ci troviamo davanti a un capolavoro, ma sicuramente è un bellissimo libro fantasy, davvero emozionante persino in alcuni frangenti.
Salvatore qui dimostra di essere capace di regalare sorprese e emozioni quando vuole, sfoderando uno stile maturo e molto convincente.
Difficile la lettura se non si conosce abbastanza bene l’intera saga di Drizzt e Cleric’s Quintet, ma se siete appassionati questo libro vi lascerà col fiato sospeso!
Non lo consiglierei ai neofiti per via dei numerosi riferimenti agli altri romanzi, ma sicuramente è un’opera di qualità.

Voto: 8/10

R.A. Salvatore – Il Re dei Pirati

RECENSIONE NO SPOILER

Il secondo libro della trilogia Transizioni prende le mosse qualche tempo dopo il finale de Il Re degli Orchi.
Evidenzio sempre le stesse difficoltà notate in precedenza nelle descrizioni dei combattimenti, soprattutto quando è coinvolto Drizzt, ancora da stabilire se dovuti o meno alla traduzione.
La trama questa volta è soprattutto focalizzata sulle vicende del Capitano Deudermont. Drizzt e Regis compaiono spesso ma il loro ruolo è un po’ più marginale.
Ho apprezzato che Salvatore abbia dato un po’ più di spazio a Regis in questo libro, la cui presenza nel primo era abbastanza di contorno, con un approfondimento maggiore di questo halfling ormai di una certa età.
Deudermont è stato ripreso con un nuovo livello di profondità ed è molto carina la dinamica tra il Capitano e il Mago di Bordo Robillard, con la loro contrapposizione tra idealismo e cinismo.
La storia non è improntata a vette di originalità a livello di temi trattati, anche se trovo apprezzabile il tentativo di sviluppare un intrigo politico con dei personaggi nuovi e anche abbastanza interessanti.
La vicenda a tratti è un po’ prevedibile nei suoi sviluppi, ma la lettura rimane piacevole e scorrevole.
Personalmente mi è piacuto un po’ meno del primo volume, anche se ho apprezzato il ritorno di alcuni personaggi ricorrenti della saga.
Nel complesso un libro piacevole, ma sicuramente non epocale, che si lascia leggere e regala un paio di emozioni.

Voto: 6,5/10

R.A. Salvatore – Il Re degli Orchi

RECENSIONE NO SPOILER

Dopo molto tempo, mi sono riavvicinato alla saga fantasy più celebre ambientata nei Forgotten Realms.
La lettura del libro è piuttosto scorrevole, anche se si evidenzia la consueta problematica di tutti i libri di Salvatore: spesso le scene di combattimento non sono semplici da visualizzare. Ho sempre letto questi libri in italiano e non so di preciso se dipenda dalla traduzione o dallo stile dell’autore.
I libri successivi a questa trilogia intendo leggerli in lingua originale e saprò dire meglio.
La storia è piuttosto interessante, non tanto per le vicende in sé, ma per l’evidente tentativo di Salvatore di andare oltre la tipica letteratura fantasy di ‘eroi che fanno cose’. Si tenta con un certo discreto successo di concentrarsi su tematiche anche molto adulte, che ai tempi della Trilogia delle Terre Perdute erano soltanto abbozzate o addirittura evitate.
Lo sviluppo psicologico di alcuni personaggi classici della saga è interessante. Non manca di introspezione e di svolte consequenziali a quanto avvenuto negli episodi precedenti.
Non giungiamo a chissà quali vette di profondità e riflessione, ma per una letteratura sostanzialmente di intrattenimento non penso nemmeno che siano pensieri banali.
Questo primo libro della trilogia Transizioni è stato per me una piacevolissima lettura. La trama non contiene nessun incredibile colpo di scena a mio parere, ma è comunque abbastanza ben costruita.
Questo libro non si pone certo come chissà quale vetta della letteratura fantasy, ma è una bella lettura con non pochi tentativi di andare oltre e approfondire alcuni temi interesanti.
Non si parla di una originalità di trama molto elevata, ma come lettura di intrattenimento lo consiglio soprattutto se si è seguito il resto della saga. Sicuramente non un libro da cui partire se siete profani delle avventure di Drizzt e compagni.

Voto: 7,5/10