Silenzio e Oscurità

silenzio.jpgNel profondo della notte
mi sono ridestato
e l’oscurità sembrava
meno fitta del silenzio.

(di Igor Comunale)

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T’Abbandono

maniT’abbandono sotto la pioggia
di un giovane inverno.

Volto le spalle e mi incammino
solo e svuotato
lungo il sentiero che conduce
nel cuore della Notte.

E ti odierò e mi farò odiare,
desidererò di non aver
mai conosciuto amore.

E proverò a dimenticarti,
almeno con la mente,
poiché l’anima non lo farà

T’abbandono nel cielo notturno,
oh mia Luna meravigliosa,
e non sarò più la tua Notte.

Ma quando volgerò gli occhi
al cielo trapuntato di stelle,
non potrò trattenere Il canto
doloroso del mio Spirito

Ti dico addio amore mio
perché non so fare altro.
Ti dico addio anima mia
perché non sono capace
di restare a guardare
mentre il mondo ti trascina
lontano da me.

Sarai felice un giorno
anche senza di me.
Io non lo sarò mai più
davvero senza di te.

E immagino che un giorno,
lontano tanti anni,
ripenserai a me e non potrai
trattenere quel sorriso
che rivedo nei miei sogni.

T’abbandono nel solo modo
che conosco perché il silenzio
non uccida la meraviglia che
insieme siamo stati.

Ti amerò per sempre
in quel modo disperato
che contraddistingue
i pazzi e i sognatori.

T’abbandono e il mio
mondo diventa più povero.

(di Igor Comunale)

Una Mente

Mind-Body.jpgCosa sente il tuo cuore?
Quale cuore?
Quello che mi sono strappato?
Quello che ho solo immaginato?

La mia mente è ciò che ho.
Essa è la dimensione del mio
passato, il destino del mio futuro.

Una mente che vede troppo,
che pensa troppo, che recepisce
ogni cosa e che non riposa mai.

Una mente che immagina cose
che lo ha sempre fatto, che ha
preferito i mondi che inventava
alla mera grigia insana realtà.

Sono la dimensione del mio
immaginario e per buona parte
la mia vita è il parto prematuro
del mio pensiero indomabile.

Posso solo esistere e non smettere
mai, per nessun motivo, di pensare.

(di Igor Comunale)

La Strada che Percorro

AAEAAQAAAAAAAAYXAAAAJDVjYjZiNDc1LWE2ZDAtNDgyNS05NGY1LTBmYWYzM2QyNDgxMQMi hai chiesto di dimenticare.
Mi hai chiesto di andare avanti.
Mi hai chiesto di non aspettarti.

Eppure sono ancora qui, seduto
su questa panchina di ferro battuto
a guardare l’orizzonte infuocato
sognando di te…

Ed è stupido sai, questo mio cuore
fragile e forte, che batte sempre.
E sono stupido io, che per vivere
un sogno posso dare la vita.

Cos’è la vita senza sogni?
Se è stato un sogno davvero.

Mi alzo da qui e mi incammino
lungo il sentiero… e proseguo.

In fondo ciò che vorrei è sentire
i tuoi passi dietro di me giungere
rapidi, un tocco gentile sulla spalla.

La mia strada è lunga e si estende
sterminata davanti a me verso
oscuri orizzonti di nubi minacciose.

La percorrerò, da solo o no questo
non lo so e non lo posso sapere.

I sognatori volano alto e cadono
duramente quando le loro ali si
incendiano nel sole delle illusioni.

Solo il mio cuore lo sa cosa sento
dentro di me, la verità è che si può
morire d’amore solo per scelta.

Sono pazzo, lo so, a preferire i sogni
alla realtà, lo dicono tutti, ormai.

Non so vivere diversamente.
Ma continuerò a farlo.
Pur se dovrò farlo da solo.

Dove si poserà il mio sguardo lo
deciderà la forza incostante del
mio desiderio.

(di Igor Comunale)