Revelation time part XIV

Oggi scrivo in modo irregolare nella categoria revelations. Sono arrivate le vacanze e da Settembre la data di uscita del primo libro sulle avventure terrificanti di Aleister Darken sarà sempre più vicina. Voglio cogliere l’occasione per salutare tutti gli amici che stanno seguendo le vicende di questo scrittore volenteroso e che aspettano con curiosità di leggere la sua prossima opera.

Per augurarvi nel modo migliore di trascorrere delle meravigliose vacanze, riunisco qui in un unico luogo i ritratti dei personaggi della brava Francesca Marina Costa.

Grim

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Elwena

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Gorstag

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

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Revelation time part XIII

Con l’avvicinarsi dell’uscita del primo libro della trilogia, le rivelazioni si diradano per non svelare troppo a coloro che vorrano leggerlo. Continua invece la pubblicazione delle bellissime illustrazioni dei personaggi ad opera di Francesca Marina Costa. Questa volta siamo alle prese con il Barone Grim (precedentemente indicato come Barone G.). Questo personaggio di cui vi ho già parlato, sarà molto importante nell’arco dell’intera trilogia. Possiede un carattere molto complesso che potrete imparare a conoscere entro pochi mesi. Mi piace molto l’aspetto marziale che Francesca ha conferito al personaggio e anche quello sguardo sornione di uno che la sa lunga.

Grim

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Revelation time part XII

Eccoci giunti ad un nuovo appuntamento. L’estate è calata su di noi e ormai si approssima l’uscita del primo libro della trilogia. Oggi vi delizierò con il ritratto della bella dama Elwena, sempre opera di Francesca Marina Costa. Mi piace molto come l’artista ha reso il carattere di questo personaggio. L’espressione del viso e le labbra curvate in un sorriso sornione rendono pienamente giustizia al personaggio femminile della storia. Come già ho anticipato in una sede differente, Elwena non ricopre da subito un ruolo importante. Nel secondo libro della trilogia diventa un personaggio a tutto tondo con degli scopi personali. Nel primo appare come elemento perturbante, poiché Elwena assomiglia in modo impressionante alla figlia di Aleister. La ragazza non possiede molte caratteristiche da avventuriera: è stata cresciuta per essere una dama di corte fin dalla più tenera età. Eppure in lei permane sempre una scintilla di ribellione e di amore per il pericolo che la porta a prendere decisioni non sempre molto assennate.

Nota di colore: ho chiesto a Francesca di aumentare un po’ la taglia del seno di Elwena. Spero che i miei lettori apprezzino!

Elwena

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Revelation time part XI

Questa settimana è tempo di svelare l’illustrazione di un altro importante comprimario. Il Sommo Araldo della Legge Gorstag ha iniziato la sua carriera come Cavaliere del Leone Nero, un ordine da secoli impegnato a difendere i più deboli e a difesa del regno contro ogni minaccia. I nobili natali di Gorstag sono dovuti alla sua parentela con il Sovrano, elemento che gli ha permesso di assumere la carica religiosa più importante del regno. La sua devozione è cominciata mentre era ancora parte dei Cavalieri del Leone Nero e da quei tempi lontani non ha fatto che rafforzarsi. Nonostante questo ha mantenuto una personalità prorompente e la sua potente risata risuona spesso nel fracasso dei banchetti. Mi piace come Francesca è riuscita a rendere alla perfezione nel disegno il carattere di Gorstag.

Gorstag

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Revelation time part X

Alcune settimane fa ho cominciato questi appuntamenti con criptici riferimenti a A.D., il protagonista indiscusso (quantomeno all’inizio) della nuova trilogia. Poi due settimane fa lo avete potuto vedere grazie al lavoro di Francesca Marina costa e avete scoperto che il suo nome è Aleister. Continuando su questa falsariga proseguo ancora con altre indiscrezioni su questo oscuro personaggio.
Aleister fa un lavoro molto strano. Si autodefinisce investigatore dell’occulto e in effetti la descrizione è molto calzante. Laddove ci sono dei misteri sovrannaturali da svelare, la gente che vuole fare chiarezza si rivolge a lui. Questa attività è iniziata in maniera piuttosto casuale. Vi parlavo di come Aleister sia animato dal desiderio di vendetta. E’ stato proprio questo sentimento a condurlo sulla strada che sta percorrendo. Dal momento che l’evento è già dato per scontato all’inizio della storia non vi faccio nessuno spoiler anticipandovi che Aleister vuole vendicare la morte di sua moglie e di sua figlia, avvenuta in circostanze inquietanti. Per questo motivo il nostro personaggio si impegna a risolvere i casi più inquietanti e anormali, alla ricerca dell’assassino della sua famiglia.
Questo rende Aleister un personaggio dalla psicologia piuttosto contorta. Cupo e riflessivo, solo con poche persone si permette di mostrare la parte pù nascosta di sé. Aleister è un uomo forte temprato dalle tragedie della sua vita, ma è anche intimamente molto fragile. Perseguitato da incubi spaventosi quanto a volte profetici, Aleister dorme molto poco e questo ha contribuito ad invecchiarne precocemente i lineamenti.
Queste sono soltanto alcune sfaccettature della complicata personalità di Aleister, che vedrà un costante sviluppo nel passaggio dal primo al secondo libro della trilogia. Nel terzo capitolo della saga si potrà assistere alla risoluzione (ancora non chiara nemmeno a me stesso) del complesso bandolo della sua psiche. Insomma, potrà anche sembrare un “preso male” all’inizio, ma un obbligo che mi sono imposto è quello di mostrare ai lettori lo sviluppo della sua personalità. Ho tentato di creare un protagonista il più realistico possibile, dotato di tante sfaccettature come oguno di noi.
A volte entrare nella mente di Aleister è spaventoso, ma a mio parere egli rappresenta nel bene e nel male ciò che contraddistingue ogni essere umano. E in fondo, da qualche parte, forse è rimasto un barlume di speranza…

Revelation time part IX

Come promesso, per l’appuntamento revelations, ecco la prima illustrazione dei personaggi della mia nuova trilogia. Questo è Aleister, il nostro protagonista. Mi piace molto come Francesca ha reso l’espressione cupa e riflessiva del suo volto. Se andate a rileggere il primo appuntamento delle revelations, scommetto che anche voi direte: ma questo è proprio lui!

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Revelation time part VIII

Fino ad ora vi ho parlato molto di personaggi ed ambientazione. Forse oggi è il caso di spiegare meglio che cosa intendo quando parlo di dark fantasy e di fantasy horror.
Dark fantasy, per come lo interpreto io, è un tipo di fantasy che predilige le atmosfere cupe a quelle spesso sfavillanti del fantasy epico. Il mondo è un posto molto oscuro, i misteri e gli orrori si nascondono dove meno ci si aspetta. Dall’esterno la vita dei personaggi potrà anche apparire normale, ma là fuori da qualche parte… si tratta innanzitutto di trasmettere un certo senso di incombente minaccia. I confini del fantasy classico ben presto si piegano e deformano, come alcune fiabe si tramutano in inquietanti storie di paura da un momento all’altro. E’ difficile spiegare a parole un’emozione, ma provate a pensare: l’inquietudine che provate quando tornate a casa la sera tardi e udite dei passi alle vostre spalle, la paura irrazionale che sentite quando la luce salta e rimanete d’improvviso nelle tenebre, il reverenziale timore di camminare in un luogo abbandonato… Queste sono situazioni che tutti abbiamo vissuto e che possono aiutare a comprendere che cosa intendo per ambientazione dark fantasy. Insomma, il mondo è un luogo tranquillo e razionale, ma solo finché non calano le tenebre e si è soli ad affrontare la propria paura.
In quanto alla definizione di fantasy horror, lo vedo come una sintesi tra i due generi. Apparentemente sembrano molto distanti tra di loro. Il fantasy descrive quasi sempre mondi diversi dal nostro, mentre l’horror si tende ad ambientarlo in un mondo tutto sommato simile a quello reale. Ma uno dei principali anelli di congiunzione è il soprannaturale. Nel fantasy esiste la magia in una forma o nell’altra, nell’horror esistono cose che razionalmente non dovrebbero esserci. La fusione prefetta tra i due generi non è semplice: è necessario riuscire a mantenere l’elemento di meraviglia davanti all’incredibile che proviene dal fantasy e allo stesso tempo non perdere quel sentimento di orrore incombente, pronto a sconvolgere la mente umana nel senso opposto. Meraviglioso e terribile: così descriverei il fantasy horror. Peraltro, essendo un grandissimo amante delle opere di Lovecraft, potrei definire il mio genere un fantasy horror cosmico. Uso questo termine aggiuntivo per indicare una narrativa che esula dalla mera prospettiva umana per interessarsi ad un ottica più universale. In questo considero un vero maestro anche il grande Moorcock, capace di trasmettere l’immagine dell’oltre, di ciò che sfugge alle facoltà comprensive della mente dell’uomo. I misteri del cosmo sono innumerevoli e noi siamo piccoli in confronto ad esso. Piccoli ed insignificanti nello schema più grande delle cose. Ma un ruolo nello spettacolo lo abbiamo, nonostante sia ingannevole pensare che esso sia sotto il nostro controllo.
Con queste inquietanti considerazioni, vi lascio. Magari non spegnete la luce questa notte. E’ tutto normale, ma sapete… per sicurezza…

Revelation time part VII

Oggi parliamo di religione. Del resto cosa sarebbe un mondo fantasy senza questo importante elemento strutturale della società? Certo, la cosa bella è che nei mondi fantasy (figata) gli dei esistono davvero e intervengono personalmente tramite i loro chierici nelle vicende del mondo.
La divinità principale dell’ambientazione dark fantasy che mi sono studiato è una dea dell’ordine e della legge. Fin qui tutto molto classico, ma attenzione! I mortali conoscono gli dei solo indirettamente, chi dice che tutti i miti attorno alle divinità debbano per forza rispecchiare la realtà delle cose? Il buon G., Sommo Araldo della Luce, è il capo spirituale della chiesa della dea, ma anche egli, sebbene dotato di poteri mistici donati dalla sua divinità, non può comunicare direttamente con essa.
Insomma, contrariamente alla maggioranza dei mondi fantasy, ho voluto mantenere dei dubbi riguardo alle divinità. Concedono di poter far uso di miracoli ai più convinti sostenitori del loro clero, ma non ersiste un contatto diretto con il dio.
Esistono poi altre divinità minori che sono incaricate di vegliare su alcuni aspetti del mondo mortale, ma nel libro compaiono ben poco essendo perlopiù venerati da piccoli culti poco organizzati. Quella della dea della legge invece è una vera e propria chiesa molto potente e ricca. La leggenda narra che la dea dell’ordine abbia portato per prima struttura e fissità ad un mondo caotico e in perenne mutamento.
Un accenno speciale alla regina delle fate… una dea incarnata che potrete conoscere nel secondo libro della trilogia. Il suo nome suonerà volutamente famigliare: non preoccupatevi, le fate sono un popolo strano, folle e pericoloso!

Revelation time part VI

Oggi parlerò di chi e cosa popola il mondo che mi sono pensato.
Iniziamo dagli umani. Sono ovunque, sono tanti, forse troppi. La società dell’etnia principale che anima l’ambientazione del primo romanzo è ancora feudale, nonostante esista già una borghesia che ha saputo farsi strada con le sue sole forze e il potere… Dei soldi. Una vasta umanità che alla luce del sole vive guidata dalla speranza nell’avvenire e dalla ragione. Di notte le cose cambiano, poiché davanti ai fuochi si narrano storie superstiziose di mostri e di magie innominabili alla luce del sole. Insomma, i mostri non esistono, ma occhio che non si sa mai!
Cosa esiste di altro nel mondo? Le leggende parlano di fate (satiri, naiadi, silfidi, gnomi, driadi e altro ancora). A parte le storielle, la gente non sa nulla di questi esseri schivi. Che si conosce dalle leggende? Che sono esseri inaffidabili e infidi. Che cambiano facilmente umore e che passano da amichevoli a spaventosi nel giro di istanti.
Poi là fuori si narra dei morti inquieti, spettri, vampiri, ghoul e peggio.
Oltre a questi, le leggende più antiche e dimenticate parlano di mostri provenienti da altre dimensioni, folli e dalle fattezze spaventose. I racconti a questo proposito sono molto conflittuali. L’unico dettaglio che rimane identico: incontrare questi abomini in genere conduce alla morte (atroce) e alla pazzia (completa).

Revelation time part V

Ora che vi ho presentato i personaggi principali, parliamo un po’ di ambientazione. Nella stesura di questa trilogia ci sono alcuni capisaldi nell’ambientazione che ho voluto mantenere:
– il mondo dove si svolgono le vicende è prettamente umano, niente elfi o nani del fantasy classico.
– la magia esiste nel mondo, ma è vista dalla maggior parte della popolazione come pericolosa e poco affidabile.
– i sacerdoti ottengono dei poteri dalla loro fede, ma si tratta soprattutto di miracoli di guarigione e protezioni contro le forze maligne.
– i mostri esistono, ma sono pochi e la popolazione è perlopiù all’oscuro della loro esistenza.
– esistono creature fatate schive e che gli uomini non incontrano mai, preferendole relegate alle leggende. Il popolo delle fate è variegato, inaffidabile e volitivo. Persino spaventoso a volte. Le fate sono folli dall’ottica umana, imprevedibili nei loro sbalzi d’umore.
– la scoperta della polvere nera è cosa comune. In guerra si usano pistole, moschetti e cannoni.
Queste scelte le ho fatte per veicolare l’idea di un mondo oscuro e pericoloso. L’uomo ignaro convivente di esseri più antichi e irrazionali. Un genere che mi ha sempre affascinato è quello del fantasy horror, una contaminazione che da qualche anno apprezzo molto. Unisce le mie due anime, quella di appassionato di fantasy e quella di amante dell’orrore, senza sacrificare nessuna delle due.
Non mi interessano più di tanto, ad esempio, le dettagliate descrizioni anatomiche dei mostri, ma quanto veicolare l’orrore, l’innaturalezza delle forme, la follia di concepire anche soltanto l’esistenza di queste cose con la mera e inferiore ragione umana.