Come si scrive un romanzo fantasy? – Parte III

Ed ecco come promesso il terzo capitolo della serie. Abbiamo parlato a lungo di quali sono i primi passi da compiere per cominciare a scrivere il nostro romanzo fantasy. Giunti al terzo appuntamento, è giunta l’ora di approfondire la creazione del mondo!
E’ un passo molto importante, da non sottovalutare certo, ma senza attribuirgli una rilevanza eccessiva. Ogni buon romanzo fantasy necessita di un’ambientazione adeguata. Ma come fare a creare un intero mondo soltanto con l’ausilio della nostra fantasia? Fortunatamente esistono dei metodi per trovare le idee più azzeccate per noi e adattarle al nostro bisogno.
Per prima cosa è importante definire se il nostro nuovo mondo si ispira ad un determinato periodo storico o se preferiamo mescolare più elementi per creare qualcosa di insolito. Molti romanzi fantasy sono ambientati con lo sfondo di un Medioevo europeo geneticamente modificato. Questa non è però la nostra unica opzione! Molti periodi storici del mondo reale forniscono elementi unici per creare un’ambientazione fantastica. Per esempio possiamo decidere di avvalerci di un Medioevo differente, magari prendendo come esempio quello del mondo arabo oppure quello del Giappone. Una scelta simile potrebbe già essere quel particolare che differenzia il nostro romanzo fantasy da tutti gli altri. Oppure possiamo appoggiarci ad una diversa epoca storica, come l’antichità o il Rinascimento. In questo modo abbiamo anche una certa idea di quale livello tecnologico e sviluppo politico tenere come riferimento per il nostro mondo. Nulla ci vieta di prendere elementi differenti da diversi periodi storici e mescolarli a nostro piacimento. Per esempio un Antico Egitto dove la tecnologia è quella del Rinascimento con la politica dell’Antica Grecia. L’importante è che la scelta resti coerente per mantenere quel minimo di credibilità necessaria a non riattivare l’incredulità del lettore.
Presa questa decisione dobbiamo ora determinare quali elementi fantasy sono presenti nel nostro mondo. La magia è la scelta classica, ma non per questo banale. Decidere il funzionamento della magia nella nostra ambientazione è fondamentale se vogliamo introdurla. Del resto anche essa dovrà seguire particolari leggi. Una magia semplicemente in grado di fare tutto con uno schiocco di dita non è credibile. Le regole che ne determinano il funzionamento dovranno essere chiare e applicabili a diverse situazioni, altrimenti la verosimiglianza del nostro mondo (già abbastanza inverosimile per sua definizione) la possiamo anche salutare. Altri elementi fantasy possono essere la presenza di mostri, di razze alternative a quella umana, di luoghi meravigliosi e altri dettagli che possano rendere unico il nostro mondo. In genere sconsiglierei di adoperare un’ambientazione fantasy eccessivamente “classica”. Purtroppo di mondi abitati da elfi e nani, draghi e orchi, maghi che scagliano sfere di fuoco ne esistono già a bizzeffe. Qualche elemento di originalità a questo riguardo di sicuro non guasta, anche senza cercare di fare a tutti i costi “quelli alternativi”.
Un aspetto molto comune dei mondi fantasy è la creazione di un pantheon di divinità o di qualche forma di religiosità equivalente. Non siamo costretti a inserire questo elemento spirituale nel nostro romanzo, ma ci sono comunque dei ventaggi nel farlo. Prima di tutto abbiamo la possibilità di rendere tangibile e anche spettacolare l’intervento delle divinità nel nostro mondo immaginario. In secondo luogo possiamo usare la tematica religiosa per rendere più corposa la nostra trama. Certo non dobbiamo scrivere un testo sacro né fondare un nostro culto personale, ci basteranno degli elementi di base che possano essere al servizio della nostra storia. Anche in questo caso l’ispirazione possiamo trarla dalla storia e dalle mitologie dei diversi popoli, magari intervenendo qua e là con qualche rittocco personale.
Inquadrate le caratteristiche generali del mondo fantasy che stiamo andando a creare possiamo sbizzarrirci a inventare città, rovine, castelli, catene montuose, laghi, fiumi e tutto ciò che vogliamo inserirci. Ora però emerge un pericolo: quello del trattato geografico. Non dobbiamo mai dimenticare che il mondo che stiamo creando dovrà essere funzionale alle esigenze della storia che vogliamo raccontare. E’ del tutto inutile inventare mille dettagli di ambientazione che non compariranno mai nel romanzo. Meglio partire da ciò che serve immediatamente: per esempio il luogo di partenza della storia. Per creare un’ambientazione gdr, come accennavo in un altro articolo, tantissimi dettagli sono la cosa più indicata, ma per un mondo fantasy che deve servire come sfondo per una narrazione ci conviene partire dal piccolo. Poi, mano a mano che ci addentreremo al fianco dei nostri protagonisti nei meandri del romanzo, possono essere rivelati nuovi luoghi, ma sempre quando questo si dimostra funzionale al nostro scopo. Creare un mondo infinitamente dettagliato può avere lo sgradevole effetto di indurci a voler per forza inserire tutto nel romanzo soltanto perché abbiamo faticato tanto per definire ogni singolo aspetto. Il pericolo del trattato geografico è sempre in agguato. E’ un mostro spaventoso il cui scopo è farci perdere di vista il nostro obbiettivo finale: raccontare una storia.
La creazione di un mondo fantasy è un grande impegno, ma è anche il dominio della completa libertà. Potere alla fantasia! Giocare a fare Dio è uno dei lati positivi di scrivere fantasy. Creare un mondo non è cosa di tutti i giorni. La regola più importante da tenere presente è la coerenza. Tutti gli elementi devono confluire in un insieme organico. Tenendo a mente questa legge la creazione procederà senza particolari intoppi e alla fine avremo tutti gli elementi di ambientazione necessari a supportare il nostro romanzo fantasy.
Ricordate: ogni elemento del mondo che state creando dovrà essere al servizio della storia. Potreste cedere alla tentazione del Lato Oscuro, ma resistete! Perseverate! Un mondo meraviglioso aspetta solo di essere creato da voi!

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Revelation time part VII

Oggi parliamo di religione. Del resto cosa sarebbe un mondo fantasy senza questo importante elemento strutturale della società? Certo, la cosa bella è che nei mondi fantasy (figata) gli dei esistono davvero e intervengono personalmente tramite i loro chierici nelle vicende del mondo.
La divinità principale dell’ambientazione dark fantasy che mi sono studiato è una dea dell’ordine e della legge. Fin qui tutto molto classico, ma attenzione! I mortali conoscono gli dei solo indirettamente, chi dice che tutti i miti attorno alle divinità debbano per forza rispecchiare la realtà delle cose? Il buon G., Sommo Araldo della Luce, è il capo spirituale della chiesa della dea, ma anche egli, sebbene dotato di poteri mistici donati dalla sua divinità, non può comunicare direttamente con essa.
Insomma, contrariamente alla maggioranza dei mondi fantasy, ho voluto mantenere dei dubbi riguardo alle divinità. Concedono di poter far uso di miracoli ai più convinti sostenitori del loro clero, ma non ersiste un contatto diretto con il dio.
Esistono poi altre divinità minori che sono incaricate di vegliare su alcuni aspetti del mondo mortale, ma nel libro compaiono ben poco essendo perlopiù venerati da piccoli culti poco organizzati. Quella della dea della legge invece è una vera e propria chiesa molto potente e ricca. La leggenda narra che la dea dell’ordine abbia portato per prima struttura e fissità ad un mondo caotico e in perenne mutamento.
Un accenno speciale alla regina delle fate… una dea incarnata che potrete conoscere nel secondo libro della trilogia. Il suo nome suonerà volutamente famigliare: non preoccupatevi, le fate sono un popolo strano, folle e pericoloso!