Benvenuti a questa nuova rubrica delle riflessioni randomiche di Aigor. Il titolo credo abbia attirato la vostra attenzione. Ottimo.
La mia domanda e’ molto semplice: in un mondo di stronzi, bisogna essere stronzi?
Argomentiamo. La mia convinzione attuale e’ che il mondo che abbiamo costruito si basi principalmente su due pilastri:
– l’Utile
– il Consumismo
Stili di vita che vengono adattati anche alle relazioni umane, non solo alla nostra esistenza relativa al mondo fenomenico che ci circonda.
L’Utile, applicato alle relazioni umane, si articola nella concezione che se tu altro non mi torni utile in qualche maniera, allora non mi servi e non vale la pena sprecare tempo con te.
Alcuni esempi possono essere:
– l’utilita’ dell’altro per il successo della propria carriera
– l’utilita’ dell’altro come ricerca di appoggio e comprensione a una sola strada (per se stessi senza offrirne agli altri)
– l’utilita’ dell’altro dal punto di vista relazionale (accettabile come possibile ragazzo/a, scartato in caso contrario)
Sono solo alcuni esempi, i piu’ semplici che mi vengono in questo frangente.
Passando al discorso riguardo al Consumismo applicato ai rapporti umani, si intende la visione delle relazioni interpersonali come prodotto, proprieta’ da possedere come una sorta di valuta. Si ricollega al concetto di Utile sotto diversi aspetti.
Nella fattispecie, la relazione interprersonale e’ Consumo in quanto puo’ essere facilmente sostituita senza troppi problemi da un modello nuovo e differente. Quindi viene considerato lecito ‘gettare’ i rapporti di ‘vecchio modello’ ormai onerosi dal punto di vista di impegno relazionale.
Sono convinto che questi due pilastri siano il fondamento della societa’ attuale, che ne rappresentino la piu’ sincera rappresentazione.
Ora, queste sono le persone che definisco col termine di ‘stronzi’ come da titolo.
Credo che alcune persone siano proprio cosi’ di loro e che altre tendano a diventarlo come forma di autodifesa partendo da una base ‘neutra’.
Quindi arriviamo al discorso della necessita’.
Se l’universo umano e’ composto dagli stronzi nell’accezione definita in precedenza, l’unica via di uscita e’ adattarsi accettando una forma di conformismo e diventare a nostra volta stronzi?
Io non possiedo una facile risposta a questa domanda.
Ma ho delle mie convinzioni dettati dal fatto di conoscere profondamente me stesso, quello che sono e quello che non sono.
Io non voglio essere uno di questi ‘stronzi’.
Io decido che non voglio credere che l’unica forma di interazione umana possibile sia da basare su questo presupposto.
Vuoi che voglio fare il ribelle, vuoi che voglio fare l’anticonformista, ma io non accetto che sia il mondo a dettare le mie regole.
Creo le mie regole e dovra’ essere il mondo ad adattarsi.
Rivoluzione copernicana di stampo kantiano forse, ma non per questo meno attuale.
Non voglio far parte degli stronzi e non ne faro’ parte.
Fate del vostro meglio, stronzi, non mi avrete mai.
Un progetto interessante…
Ho iniziato a pensare ad un interessante progetto da mettere in pratica grazie all’aiuto di due miei amici attori molto bravi. Vorrei realizzare dei brevi video dove gli attori leggano le mie poesie con quelle capacità che a me purtroppo mancano. Avrei potuto fare lo stesso affidandomi alle mie scarse abilità, ma penso che qualcosa di sublime e emozionale come la poesia non possa essere veicolata al meglio in modo dilettantesco. Quindi restate sintonizzati, presto avrete nuovi aggiornamenti!
Divinità

Luis Royo – ‘Lilith’
Giungo da supplice
In ginocchio al tuo altare.
Attingo alla tua fonte
Sorgente dell’estasi
Che inebria i miei sensi.
La pallida Dea avvampa.
Io che la venero
Il suo seno anelo,
Con il suo fuoco
Consuma il mio cuore.
(di Igor Comunale)
Uno Sguardo
In uno sguardo
mi riempio di te.
What Time is It? Insomnia Time!
Vivere con l’insonnia è un po’ come avere quarant’anni e abitare con la tua mamma settantenne petulante.Per quanto tu possa provare non riuscirai mai a liberartene del tutto.
Esistono due tipi di insonnia: faticare a prendere sonno e svegliarsi senza motivo in piena notte senza riuscire a riprendere sonno.
Quelli fortunati, come me, le hanno entrambe.
Il risultato è che ti trascini in giro per tutto il giorno come uno zombie haitiano fottuto. Poi magari dormi anche a caso qualche ora… Poi provi a dormire la sera e là torna la vecchia madre di cui sopra.
Per quanto giustamente esausto tu possa addormentarti relativamente presto, giustamente stanco, ecco che ti chiama: ‘Howard!’ di Big Bang Theoriana memoria.
Ora se ti svegli in piena notte e non c’è verso di dormire hai due opzioni: la prima è rigirarti inutilmente nel letto nel buio, la seconda è applicarti in varie attività che vanno dalla poesia a scrivere lunghi status descrittivi su Facebook.
Chi ne soffre sa di cosa parlo, chi non l’ha mai avuta ti guarda e pensa ‘Boh, ma che problema avrà quello?’.
E si può anche pensare ‘Ma prenditi una cazzo di pillola’, ‘Caro c’è questo rimedio erboristico che…’, però a un certo punto scopri anche che con la tua insonnia ti trovi in un rapporto conflittuale di amore e di odio.
Ti toglie il sonno, sei sempre stanco, ma si raggiunge quello stato che gli alcolisti chiamano ‘il momento di lucidità’. Quell’attimo in cui in mezzo al caos ti sembra tutto perfettamente chiaro e in cui ti pare di sapere con estrema precisione tutto ciò di cui hai bisogno nella tua esistenza.
Inizi a vivere nel tuo mondo onirico di sogno lucido.
E Poe diceva di odiare il sonno, quelle piccole fette di morte.
Anche se sai bene come è morto Poe alla fine.
Amici insonni della notte, il nostro mondo è una quarta dimensione. E sappiamo bene che un giorno ci mancherà la nostra vecchia madre ebrea ossessiva.
‘Howard!’.
Spazi

Sharon Cummings – ‘Crystal Star’
scorre lento negli
spasmi di una notte
Creature fatte di
emozione sconfinata
scorrono senza tempo
La vita cristallo nero
paralizzante timore
di attimi sospirati
Lo spazio del respiro
unica misura nel
vuoto congelato
Stelle mute anelito
dei naufraghi nello
spazio senza senso
(di Igor Comunale)
Insonnia

Sergey Ignatenko – ‘Insomnia’
Lente scorrono le ore nella Notte
mentre placidi dormono i letti.
Mi perdo nel non Tempo delle ore
e scivola via la mia coscienza.
Il senso di esserci eppure non Essere.
Tutto è confuso ma pare definito.
Lucida consapevolezza di essere solo
nell’universo indifferente e inconsapevole.
E il Sonno mi sfugge come un pensiero,
il mio essere proteso verso l’infinito.
I ricordi come macchie d’inchiostro
su un foglio vergine di purezza.
La mia essenza incontrastata nello spazio,
dita celesti che si sfiorano nel nulla…
(di Igor Comunale)
Prigionieri

Enzo Cosi – ‘I Prigionieri’
Schiavi di un’idea,
di un sogno,
di un’illusione.
Prigionieri di noi,
naufraghi,
sperduti.
Viaggiatori senza meta,
senza orientamento,
privi di direzione.
Così ci muoviamo in un vasto universo,
troppo per poterlo comprendere,
sterminato nelle sue manifestazioni.
Eppure una scintilla arde nel cuore dei prigionieri.
Un fuoco che è bellezza, verità, perfezione.
La fiamma si spegne rendendo misere le anime,
ma ci sono irripetibili attimi, respiri senza fine,
momenti in cui spiriti eletti sentono di Essere.
Per questi attimi vive la mia anima e nel vuoto attende…
(di Igor Comunale)
Fumo

Brent
I confini dello
Spazio e del Tempo
si contraggono
al ritmo di un
battito ancestrale
Galassie nascono
e muoiono nel
freddo cosmo
indifferente
Volute di fumo
escono dalle mie
labbra creando
informi schemi
Sento il vuoto
e la vita pare
un eterno ripetersi
di momenti
già vissuti
(di Igor Comunale)
Portatore di Luce
Stella del Mattino
esiliata dal tuo trono,
Lucifero caduto sulla
Terra tra i mortali,
il tuo fulgore eclissato
dall’ira divina.
Conquistatore di anime
che donasti all’uomo
Volontà e Desiderio,
tu indichi il sentiero
temuto dai deboli.
Guidi lo Spirito di coloro
che non si piegano
al capriccio di un iniquo
Fato.
Dispiega le tue ali,
Portatore di Luce,
per ispirare l’animo
mio verso vette
sconosciute.
Donami la forza di
Elevare le anime
che come me cercano
Libertà e Grandezza.
Tu sei colui che illumina
le mie notti, che mi dona
la forza di sopportare
dolore e solitudine,
fino all’alba gloriosa
che tu rechi nel cuore.
(di Igor Comunale)
