Revelation time part XIV

Oggi scrivo in modo irregolare nella categoria revelations. Sono arrivate le vacanze e da Settembre la data di uscita del primo libro sulle avventure terrificanti di Aleister Darken sarà sempre più vicina. Voglio cogliere l’occasione per salutare tutti gli amici che stanno seguendo le vicende di questo scrittore volenteroso e che aspettano con curiosità di leggere la sua prossima opera.

Per augurarvi nel modo migliore di trascorrere delle meravigliose vacanze, riunisco qui in un unico luogo i ritratti dei personaggi della brava Francesca Marina Costa.

Grim

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Elwena

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Gorstag

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Revelation time part X

Alcune settimane fa ho cominciato questi appuntamenti con criptici riferimenti a A.D., il protagonista indiscusso (quantomeno all’inizio) della nuova trilogia. Poi due settimane fa lo avete potuto vedere grazie al lavoro di Francesca Marina costa e avete scoperto che il suo nome è Aleister. Continuando su questa falsariga proseguo ancora con altre indiscrezioni su questo oscuro personaggio.
Aleister fa un lavoro molto strano. Si autodefinisce investigatore dell’occulto e in effetti la descrizione è molto calzante. Laddove ci sono dei misteri sovrannaturali da svelare, la gente che vuole fare chiarezza si rivolge a lui. Questa attività è iniziata in maniera piuttosto casuale. Vi parlavo di come Aleister sia animato dal desiderio di vendetta. E’ stato proprio questo sentimento a condurlo sulla strada che sta percorrendo. Dal momento che l’evento è già dato per scontato all’inizio della storia non vi faccio nessuno spoiler anticipandovi che Aleister vuole vendicare la morte di sua moglie e di sua figlia, avvenuta in circostanze inquietanti. Per questo motivo il nostro personaggio si impegna a risolvere i casi più inquietanti e anormali, alla ricerca dell’assassino della sua famiglia.
Questo rende Aleister un personaggio dalla psicologia piuttosto contorta. Cupo e riflessivo, solo con poche persone si permette di mostrare la parte pù nascosta di sé. Aleister è un uomo forte temprato dalle tragedie della sua vita, ma è anche intimamente molto fragile. Perseguitato da incubi spaventosi quanto a volte profetici, Aleister dorme molto poco e questo ha contribuito ad invecchiarne precocemente i lineamenti.
Queste sono soltanto alcune sfaccettature della complicata personalità di Aleister, che vedrà un costante sviluppo nel passaggio dal primo al secondo libro della trilogia. Nel terzo capitolo della saga si potrà assistere alla risoluzione (ancora non chiara nemmeno a me stesso) del complesso bandolo della sua psiche. Insomma, potrà anche sembrare un “preso male” all’inizio, ma un obbligo che mi sono imposto è quello di mostrare ai lettori lo sviluppo della sua personalità. Ho tentato di creare un protagonista il più realistico possibile, dotato di tante sfaccettature come oguno di noi.
A volte entrare nella mente di Aleister è spaventoso, ma a mio parere egli rappresenta nel bene e nel male ciò che contraddistingue ogni essere umano. E in fondo, da qualche parte, forse è rimasto un barlume di speranza…

Revelation time part IX

Come promesso, per l’appuntamento revelations, ecco la prima illustrazione dei personaggi della mia nuova trilogia. Questo è Aleister, il nostro protagonista. Mi piace molto come Francesca ha reso l’espressione cupa e riflessiva del suo volto. Se andate a rileggere il primo appuntamento delle revelations, scommetto che anche voi direte: ma questo è proprio lui!

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Opera di Franscesca Marina Costa © 2014

Revelation time part VIII

Fino ad ora vi ho parlato molto di personaggi ed ambientazione. Forse oggi è il caso di spiegare meglio che cosa intendo quando parlo di dark fantasy e di fantasy horror.
Dark fantasy, per come lo interpreto io, è un tipo di fantasy che predilige le atmosfere cupe a quelle spesso sfavillanti del fantasy epico. Il mondo è un posto molto oscuro, i misteri e gli orrori si nascondono dove meno ci si aspetta. Dall’esterno la vita dei personaggi potrà anche apparire normale, ma là fuori da qualche parte… si tratta innanzitutto di trasmettere un certo senso di incombente minaccia. I confini del fantasy classico ben presto si piegano e deformano, come alcune fiabe si tramutano in inquietanti storie di paura da un momento all’altro. E’ difficile spiegare a parole un’emozione, ma provate a pensare: l’inquietudine che provate quando tornate a casa la sera tardi e udite dei passi alle vostre spalle, la paura irrazionale che sentite quando la luce salta e rimanete d’improvviso nelle tenebre, il reverenziale timore di camminare in un luogo abbandonato… Queste sono situazioni che tutti abbiamo vissuto e che possono aiutare a comprendere che cosa intendo per ambientazione dark fantasy. Insomma, il mondo è un luogo tranquillo e razionale, ma solo finché non calano le tenebre e si è soli ad affrontare la propria paura.
In quanto alla definizione di fantasy horror, lo vedo come una sintesi tra i due generi. Apparentemente sembrano molto distanti tra di loro. Il fantasy descrive quasi sempre mondi diversi dal nostro, mentre l’horror si tende ad ambientarlo in un mondo tutto sommato simile a quello reale. Ma uno dei principali anelli di congiunzione è il soprannaturale. Nel fantasy esiste la magia in una forma o nell’altra, nell’horror esistono cose che razionalmente non dovrebbero esserci. La fusione prefetta tra i due generi non è semplice: è necessario riuscire a mantenere l’elemento di meraviglia davanti all’incredibile che proviene dal fantasy e allo stesso tempo non perdere quel sentimento di orrore incombente, pronto a sconvolgere la mente umana nel senso opposto. Meraviglioso e terribile: così descriverei il fantasy horror. Peraltro, essendo un grandissimo amante delle opere di Lovecraft, potrei definire il mio genere un fantasy horror cosmico. Uso questo termine aggiuntivo per indicare una narrativa che esula dalla mera prospettiva umana per interessarsi ad un ottica più universale. In questo considero un vero maestro anche il grande Moorcock, capace di trasmettere l’immagine dell’oltre, di ciò che sfugge alle facoltà comprensive della mente dell’uomo. I misteri del cosmo sono innumerevoli e noi siamo piccoli in confronto ad esso. Piccoli ed insignificanti nello schema più grande delle cose. Ma un ruolo nello spettacolo lo abbiamo, nonostante sia ingannevole pensare che esso sia sotto il nostro controllo.
Con queste inquietanti considerazioni, vi lascio. Magari non spegnete la luce questa notte. E’ tutto normale, ma sapete… per sicurezza…

Revelation time part VII

Oggi parliamo di religione. Del resto cosa sarebbe un mondo fantasy senza questo importante elemento strutturale della società? Certo, la cosa bella è che nei mondi fantasy (figata) gli dei esistono davvero e intervengono personalmente tramite i loro chierici nelle vicende del mondo.
La divinità principale dell’ambientazione dark fantasy che mi sono studiato è una dea dell’ordine e della legge. Fin qui tutto molto classico, ma attenzione! I mortali conoscono gli dei solo indirettamente, chi dice che tutti i miti attorno alle divinità debbano per forza rispecchiare la realtà delle cose? Il buon G., Sommo Araldo della Luce, è il capo spirituale della chiesa della dea, ma anche egli, sebbene dotato di poteri mistici donati dalla sua divinità, non può comunicare direttamente con essa.
Insomma, contrariamente alla maggioranza dei mondi fantasy, ho voluto mantenere dei dubbi riguardo alle divinità. Concedono di poter far uso di miracoli ai più convinti sostenitori del loro clero, ma non ersiste un contatto diretto con il dio.
Esistono poi altre divinità minori che sono incaricate di vegliare su alcuni aspetti del mondo mortale, ma nel libro compaiono ben poco essendo perlopiù venerati da piccoli culti poco organizzati. Quella della dea della legge invece è una vera e propria chiesa molto potente e ricca. La leggenda narra che la dea dell’ordine abbia portato per prima struttura e fissità ad un mondo caotico e in perenne mutamento.
Un accenno speciale alla regina delle fate… una dea incarnata che potrete conoscere nel secondo libro della trilogia. Il suo nome suonerà volutamente famigliare: non preoccupatevi, le fate sono un popolo strano, folle e pericoloso!

Revelation time part VI

Oggi parlerò di chi e cosa popola il mondo che mi sono pensato.
Iniziamo dagli umani. Sono ovunque, sono tanti, forse troppi. La società dell’etnia principale che anima l’ambientazione del primo romanzo è ancora feudale, nonostante esista già una borghesia che ha saputo farsi strada con le sue sole forze e il potere… Dei soldi. Una vasta umanità che alla luce del sole vive guidata dalla speranza nell’avvenire e dalla ragione. Di notte le cose cambiano, poiché davanti ai fuochi si narrano storie superstiziose di mostri e di magie innominabili alla luce del sole. Insomma, i mostri non esistono, ma occhio che non si sa mai!
Cosa esiste di altro nel mondo? Le leggende parlano di fate (satiri, naiadi, silfidi, gnomi, driadi e altro ancora). A parte le storielle, la gente non sa nulla di questi esseri schivi. Che si conosce dalle leggende? Che sono esseri inaffidabili e infidi. Che cambiano facilmente umore e che passano da amichevoli a spaventosi nel giro di istanti.
Poi là fuori si narra dei morti inquieti, spettri, vampiri, ghoul e peggio.
Oltre a questi, le leggende più antiche e dimenticate parlano di mostri provenienti da altre dimensioni, folli e dalle fattezze spaventose. I racconti a questo proposito sono molto conflittuali. L’unico dettaglio che rimane identico: incontrare questi abomini in genere conduce alla morte (atroce) e alla pazzia (completa).

Revelation time part V

Ora che vi ho presentato i personaggi principali, parliamo un po’ di ambientazione. Nella stesura di questa trilogia ci sono alcuni capisaldi nell’ambientazione che ho voluto mantenere:
– il mondo dove si svolgono le vicende è prettamente umano, niente elfi o nani del fantasy classico.
– la magia esiste nel mondo, ma è vista dalla maggior parte della popolazione come pericolosa e poco affidabile.
– i sacerdoti ottengono dei poteri dalla loro fede, ma si tratta soprattutto di miracoli di guarigione e protezioni contro le forze maligne.
– i mostri esistono, ma sono pochi e la popolazione è perlopiù all’oscuro della loro esistenza.
– esistono creature fatate schive e che gli uomini non incontrano mai, preferendole relegate alle leggende. Il popolo delle fate è variegato, inaffidabile e volitivo. Persino spaventoso a volte. Le fate sono folli dall’ottica umana, imprevedibili nei loro sbalzi d’umore.
– la scoperta della polvere nera è cosa comune. In guerra si usano pistole, moschetti e cannoni.
Queste scelte le ho fatte per veicolare l’idea di un mondo oscuro e pericoloso. L’uomo ignaro convivente di esseri più antichi e irrazionali. Un genere che mi ha sempre affascinato è quello del fantasy horror, una contaminazione che da qualche anno apprezzo molto. Unisce le mie due anime, quella di appassionato di fantasy e quella di amante dell’orrore, senza sacrificare nessuna delle due.
Non mi interessano più di tanto, ad esempio, le dettagliate descrizioni anatomiche dei mostri, ma quanto veicolare l’orrore, l’innaturalezza delle forme, la follia di concepire anche soltanto l’esistenza di queste cose con la mera e inferiore ragione umana.

Revelation time part IV

Altro personaggio importante: il Sommo Araldo della Legge G. Un altro nome con la G, direte. Sì ma tranquilli che si differenziano parecchio. G. è un capo religioso, il più importante del regno, casualmente imparentato con il re. È un tipo giovanile, facile alla risata, che non disdegna impugnare le armi quando necessario. La sua età relativamente giovane lo pone in una posizione di grande contrasto rispetto alla carica che ricopre di importante leader religioso. G. fa da contraltare alla cupa presenza di A.D. con la sua giovialità. I sacerdoti di questa trilogia e che servono gli dei benevoli possiedono l’unica forma di magia ben vista nei confini del regno. Comunque si tratta di casi rari, la maggioranza dei religiosi non possiede alcun potere miracoloso. G. diverrà più importante dal secondo libro in poi come amico di A.D., uniti da circostanze oscure e fuori controllo.

Revelation time part III

Come promesso, eccoci al consueto appuntamento del martedì! Oggi vi parlerò di un personaggio secondario ma che diventerà più importante in seguito. La figlia del Barone G, la giovane E.
E. è stata concepita come un personaggio apparentemente piuttosto marginale, ma con un grande destino. La ragazza è cresciuta senza madre, ma non ha mai veramente sentito la sua mancanza grazie alle attenzioni amorevoli del Barone G. Persino eccessive, visto che E. è cresciuta molto viziata e un po’ come un maschiaccio. Crescendo E. è diventata bella come la madre, ma questa cosa l’ha purtroppo resa molto ambita come possibile moglie di una schiera infinita di nobili anche molto più vecchi di lei. E. ha conosciuto A.D. cinque anni prima dell’inizio della vicenda del primo libro, nel corso dell’indagine sui fantasmi che infestavano la baronia e si è cocciutamente fissata su di lui convinta di amarlo. Non è molto chiaro inizialmente se sia davvero innamorata di A.D. o dell’idea romantica di scappare e intraprendere con lui una vita di avventure. A complicare le cose c’é il fatto che E. assomigli molto alla defunta figlia di A.D. e il solo vederla riporta alla mente dell’uomo ricordi dolorosi. Cosa ne sarà di questo possibile amore e quale ruolo nel mosaico più grande degli eventi avrà E. lo si saprà solo seguendo lo sviluppo della storia. Io penso di sapere dove sto andando a parare, ma spesso le storie decidono da sole come devono evolversi!

Revelation time part II

Continuiamo con le anticipazioni del primo romanzo della trilogia.
Questa settimana vi parlo del Barone G. E’ ancora presto per fare i nomi, ma questo personaggio è molto interessante e svolge un ruolo fondamentale in tutta la trilogia.
Il Barone G. è un nobile che è diventato molto amico di A.D. durante una sua indagine del passato. La baronia era infestata dagli spettri e il ruolo di A.D. si è reso indispensabile per liberare il barone da quel problema sovrannaturale.
Il Barone G. è un uomo mite che ha seriamente a cuore le sorti della sua baronia e del popolo che la abita. La morte della moglie lo ha reso più riservato ripetto ad un tempo, ma l’amore per la figlia E. gli ha dato la forza necessaria a tirare avanti e a non perdere la speranza.
Il Barone G. è un aristocratico che vede nel suo ruolo di governante un dovere da portare a termine tenendo a mente soprattutto il bene della gente comune.
Così, quando la storia ha inizio, la baronia gode di una situazione di prosperità mai sperata. Dopo la risoluzione del problema degli spettri, la baronia ha visto una vera e propria rinascita: messi abbondanti, commercio fiorente e gente comune in grado di vivere dignitosamente. Motivi per cui il Barone G. è amatissimo dal suo popolo.
Qualcosa di terribile sta per avvenire, ma al momento né A.D. né il Barone G. ne sono consci. Gli eventi si riveleranno molto importanti per lo sviluppo del rapporto tra i due e metteranno in moto la vicenda narrata dall’intera trilogia.