Stella Distante

54788582-352-k132681Vidi nel cielo notturno
una stella luminosa
che sembrava sola
e triste sospesa nel
gelido spazio siderale.

Ardeva di un fuoco
straziante lassù nel
più nero spazio così
gelido e vuoto nella
sua crudele immensità.

Dalla Terra quella stella
sembrava così lontana,
eppure a volte così vicina
che quasi mi sembrava
di poterla toccare.

Un sentimento innominabile
mi attraeva verso di essa,
ch’era distante, irraggiungibile;
il desiderio di perdermi in essa
rischiando di consumarmi.

Viaggiava nei miei pensieri
ogni giorno che il mio cuore
debole batteva sognando
la carezza incandescente
della sua fiamma lenitrice.

Varcare i neri spazi del cosmo
per raggiungerla e stringerla
era il mio segreto anelito,
trovare la pace nell’ardente
abbraccio che consuma.

Brillava e si ritraeva.
E io mi protendevo.
Ma sembrava rimanere
sempre laggiù, lontana
e irraggiungibile.

Eppure stupenda…

(di Igor Comunale)

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Cigno Nero

155751v2Lei non conosceva la propria
bellezza, come il cigno nero al di là
dell’equatore la dava per scontata.

Dove camminava risuonava una
melodia, veleggiando attorno agli
ostacoli della vita.

La musica era il suo cuore, i suoi
passi una danza imperscrutabile
che incantava e atterriva.

Camminava con difficoltà perché
era stata fatta per librarsi tra le
nuvole, libera.

Apparve d’inverno e rimase
pensosa mentre gli occhi
scambiavano una misteriosa promessa.

E tutto appariva perfetto perché
quando guardi troppo a lungo la
Luna, ella entra dentro di te.

Di tanta meraviglia è intriso
l’universo, ma sopra ogni cosa
splende Lei.

(di Igor Comunale)

Smarrita Viandante

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Caspar David Friedrich – ‘Donna al Tramonto del Sole’

Persa su sentieri
Di oscuri pensieri
Smarrita viandante
Cercava una strada
Che pensava perduta
Ma ancora non aveva
Guardato in un luogo

La sua anima luminosa
Poteva rischiarare la
Via perduta per sogni
Esiliati nel luogo remoto
Dov’eran segregati
Attendendo riscatto

Nessuno poteva indicarle
La via per raggiungerla,
Solo lei poteva ridar vita
Alla morta scintilla che
Attendeva risurrezione
Per ardere ancora in
Eterno stupore di coloro
Che potevano ammirarne
L’eterno e celato ardore

(di Igor Comunale)

Sarà

contastelle.600Sarà questa Luna piena che
splende sopra di me silenziosa,
sarà l’inebriante profumo di
questi gelsomini in fiore…

Sarà… sarà…

Sarà che il pensiero di te fa rumore
e che ogni cosa che vedo sento
mi parla di te con suadente sussurro….

Sarà che nessuno conosce le
ragioni del cuore quando canta
di notte proteso verso te…

Sarà che questo sentimento soggetto
alla tirannia del tempo sopravvive
e che ogni canzone mi parla di te…

Non lo so cosa sarà ma vorrei
che questo fossi tu.

(di Igor Comunale)

Lento nella Notte

indexLento nella Notte serpeggia
il mio desiderio come nera
Serpe dalle scaglie lucenti.

Mani che incontrano Mani
scivolare tra le pieghe del
Tempo a svelare il mistero.

Un amore che sogno lento
di Occhi che sprofondano
in Occhi come sola anima.

Il mio Cuore sul tuo Cuore
battere lieve poi correre
veloce di Sangue e Vita.

Io dentro te tu attorno me
Universo in esplosione
Galassie che collassano.

La perfezione di cedere esausti
l’uno sull’altro superstiti noi soli
spettatori della fine dei Mondi.

(di Igor Comunale)

T’Abbandono

maniT’abbandono sotto la pioggia
di un giovane inverno.

Volto le spalle e mi incammino
solo e svuotato
lungo il sentiero che conduce
nel cuore della Notte.

E ti odierò e mi farò odiare,
desidererò di non aver
mai conosciuto amore.

E proverò a dimenticarti,
almeno con la mente,
poiché l’anima non lo farà

T’abbandono nel cielo notturno,
oh mia Luna meravigliosa,
e non sarò più la tua Notte.

Ma quando volgerò gli occhi
al cielo trapuntato di stelle,
non potrò trattenere Il canto
doloroso del mio Spirito

Ti dico addio amore mio
perché non so fare altro.
Ti dico addio anima mia
perché non sono capace
di restare a guardare
mentre il mondo ti trascina
lontano da me.

Sarai felice un giorno
anche senza di me.
Io non lo sarò mai più
davvero senza di te.

E immagino che un giorno,
lontano tanti anni,
ripenserai a me e non potrai
trattenere quel sorriso
che rivedo nei miei sogni.

T’abbandono nel solo modo
che conosco perché il silenzio
non uccida la meraviglia che
insieme siamo stati.

Ti amerò per sempre
in quel modo disperato
che contraddistingue
i pazzi e i sognatori.

T’abbandono e il mio
mondo diventa più povero.

(di Igor Comunale)

Una Mente

Mind-Body.jpgCosa sente il tuo cuore?
Quale cuore?
Quello che mi sono strappato?
Quello che ho solo immaginato?

La mia mente è ciò che ho.
Essa è la dimensione del mio
passato, il destino del mio futuro.

Una mente che vede troppo,
che pensa troppo, che recepisce
ogni cosa e che non riposa mai.

Una mente che immagina cose
che lo ha sempre fatto, che ha
preferito i mondi che inventava
alla mera grigia insana realtà.

Sono la dimensione del mio
immaginario e per buona parte
la mia vita è il parto prematuro
del mio pensiero indomabile.

Posso solo esistere e non smettere
mai, per nessun motivo, di pensare.

(di Igor Comunale)

La Strada che Percorro

AAEAAQAAAAAAAAYXAAAAJDVjYjZiNDc1LWE2ZDAtNDgyNS05NGY1LTBmYWYzM2QyNDgxMQMi hai chiesto di dimenticare.
Mi hai chiesto di andare avanti.
Mi hai chiesto di non aspettarti.

Eppure sono ancora qui, seduto
su questa panchina di ferro battuto
a guardare l’orizzonte infuocato
sognando di te…

Ed è stupido sai, questo mio cuore
fragile e forte, che batte sempre.
E sono stupido io, che per vivere
un sogno posso dare la vita.

Cos’è la vita senza sogni?
Se è stato un sogno davvero.

Mi alzo da qui e mi incammino
lungo il sentiero… e proseguo.

In fondo ciò che vorrei è sentire
i tuoi passi dietro di me giungere
rapidi, un tocco gentile sulla spalla.

La mia strada è lunga e si estende
sterminata davanti a me verso
oscuri orizzonti di nubi minacciose.

La percorrerò, da solo o no questo
non lo so e non lo posso sapere.

I sognatori volano alto e cadono
duramente quando le loro ali si
incendiano nel sole delle illusioni.

Solo il mio cuore lo sa cosa sento
dentro di me, la verità è che si può
morire d’amore solo per scelta.

Sono pazzo, lo so, a preferire i sogni
alla realtà, lo dicono tutti, ormai.

Non so vivere diversamente.
Ma continuerò a farlo.
Pur se dovrò farlo da solo.

Dove si poserà il mio sguardo lo
deciderà la forza incostante del
mio desiderio.

(di Igor Comunale)